Frammenti

Albino Pitti nasce in Italia 1951, di padre tedesco e madre italiana.

Е' fondatore dell’ “Espansionismo”.

Pitti, studia arte a Rotterdam e finisce gli studi ad Amsterdam.

Sin dalla prima giovinezza si dedica alla pittura ed alla musica come percussionista.

Nel 1971 sviluppa, poco a poco alto individualismo nello stile dell’Espressionismo Astratto, in quel periodo, realizza le sue prime sculture filiformi.

E’ in evoluzione continua, anche se incostante, molto dipendeva dalle esperienze profonde di vita e dallo stato emozionale in cui si trovava.

“Essenzialità” è una scultura che richiama alla mente la vita spartana.

    

Questa filosofia di vita che affonda le radici nell’acqua.

Rientra dall’Olanda per adempiere al servizio di leva presso la “Scuola Militare Alpina (SMALP)” trasferito poi al Castello Duca degli Abruzzi, ad Aosta.

“Diciott’anni” è una scultura dedicata ai giovani, alla loro voglia di vivere, al desiderio di viaggiare in compagnia dei sogni.

A Brescia, inizia esporre opere fatte con macchie di colore, di espressione immediata, per passare poi ad una nuova corrente artistica “ESPANSIONISMO”.

Nel 1972 espone alla Galleria Studio Executive Centro d’Arte, Viareggio e alla

  

     

Galleria Traguardo di Forte dei Marmi.

Nel 1975 Pitti è collaboratore artistico della Galleria “Angelo Inganni” a Brescia.

Lavorò alla tragedia di Piazza della Loggia: non sfumò i rossi e trattenne le sue rabbie in bianchi scortati verso il cielo da improvvise illuminazioni di bianco.

Nel 1978 disegna il manifesto dell’Expo di Bergamo, “BIDART”, Biennale dell’Arte contemporanea e della “BIDANT” Biennale d’Antiquariato.

Il Pitti è informale. Dopo l’esperienza del figurativo, egli si è sentito necessariamente “portato” ad evadere dalla pura illustrazione dei soggetti presi in esame per dare libero sfogo alla propria creatività.  Ne risultano opere di pregio, soprattutto per quanto riguarda l’assenza delle immagini.

  

Si trasferisce a Madrid nei primi anni ottanta, incontro con Antonio Saura,  frequentazione e scambio culturale artistico.

Nel 1982 con il critico Joan Lluis Montané conosce Albert Casals, Pojoul Grau, Barcellò, Paloma Navarres, Broto.

Al rientro dalla Spagna si dedica alla grafica pubblicitaria, fino a divenire titolare dell’agenzia stessa.

Nel 1983 espone a Barcellona, Antibes, Firenze, Francoforte e altre città.

Nel 1984, il Pitti è in Franciacorta.

 

      

Nel 1988, esposizioni negli Stati Uniti - New York, Dallas, Philadelphia.

Breve periodo ad Amsterdam, di seguito a Barcellona.

Partecipa alla mostra d’Arte Contemporanea a Bergamo.

Ex animo, questo periodo artistico Pitti, mantiene le radici espansionistiche, apre le porte ad eventuali mutazioni future che conserveranno comunque sempre una matrice originale. Non diventa solo un’esigenza propria, ma un preciso dovere nei confronti degli uomini.

Espone a Parigi, Milano, Nizza, New York, Philadelphia, Francoforte.

 

     

Il suo spirito è inquieto, come è la sua arte. 

Assembla  pittura e scultura, “La creatività di Pitti non è il prodotto della coscienza, ma il fenomeno della vita stessa. La vera creazione, è lo stato di non mente, l’elevato livello di spiritualità il pensiero, le emozioni, e le aspettative”.

“… Pitti è uno dei maggiori dell`arte contemporanea europea. Creatore del movimento pittorico nominato “Espansionismo”, pittura espansiva. La sua linea pittorica è fondata in quattro linee essenziali, una linea gestuale energica, l’altra è espressiva nel colore per il colore senza accentuare il gesto, un`altra molto geometrica e costruttiva in una linea che presenta la combinazione tra geometria e gestualità…”

Nell’estate 1990 si trasferisce a Valbonne, il suo lavoro consente di tenersi informato sui movimenti d’avanguardia attraverso il padre dell’astrazione lirica, Georges Mathieu, si trattava di un’etica filosofica che accompagnava i due artisti di un totale movimento, grande rapidità, meditazioni e riflessioni al di là dell’estetica.

Grazie a questa - filosofia - riflessioni e rapidità, - diventa una nuova voce nel mondo dell'arte, “arte informale da forti emozioni, sentimenti dettati dal cuore”.

“Il Pitti  espansionista, é ideatore quindi di una pittura che diventa il “prolungamento” di tutte le proprie esperienze spirituali, riflesso ideale delle proprie sensazioni.

 

      

“Ecco, allora, dispiegarsi i suoi assalti alla tela, liberarsi le sue invenzioni cromatiche, amalgamarsi stesure e pennellate in immagini fantasmatiche e impetuose, in atmosfere cariche di profondo sentimento.”

Nel 1992, dedica una quarantina di opere a Georges Mathieu, Seguirà il libro dedicato “La guerra del Golfo”. Nel 1992 Pitti è presente al lavoro dell’amico Joseph Guinovart dell’Expo 92 a Siviglia.

L`”Espansionismo” nasce per questo. L’arte “astratta” anche quando è “figurativa” perché, per dirla con il Fielder, principio scopo dell`attività artistica è la creazione delle forme il cui unico fine è la visione, come per la musica è l`ascolto.

Frammenti espositivi del “Transvisionismo”, Venezia, Milano, Padova, Roma, Lainate, Bergamo, Cesena, Napoli, l’Aquila, Firenze, Pavia, Piacenza.

Pitti è pittore di un`area in cui l`astrazione non assume lo svolgimento ancora pervaso del senso della figurazione (Gorky, De Kooning, Corneille, Appel) ma rimane in cadenza espressionistica rigorosamente informale e cioè con il totale azzeramento e abbandonano della presenza figurativa.

Nel 1997, sotto le direttive del critico e storico Giorgio di Genova e con altri quattro artisti italiani formano il G.A.D. (Gruppo Aniconismo Dialettico) – vedi “GAD, Gruppo Aniconismo Dialettico” - editore (BORA Bologna).

Frammenti espositivi del G.A.D., Roma, Bergamo, Torino, Massa Carrara, Ascoli Piceno, Venezia, Bologna, Spoleto, Girona, Napoli.

 

      

Nel 1997, inaugurazione del Museo Guggenheim Bilbao, nel contesto di rivitalizzazione della città di Bilbao e della provincia di Vizcaya (Biscaglia). Il Pitti su invito della galleria Sala Gaspar, di Barcellona, con Massimiliano Tonelli e il critico Lluis Montanè.

Nel 1998, “La Ruta del Torbellino” libro del percorso artistico di 14000 chilometri d’arte; “Pitti, Montanè’’ esposizioni tra Spagna, Germania, Francia e Italia.

Sempre nel 1998 il Pitti è ospite dal comune di Salas de Pallars “fiera d’arte” esegue assoli di batteria, performance con relativa esposizione.

Incontri, presenti gli amici artisti, Tom Carr, Lluis Barba, Paloma Navarres, Michael Carmen, Joaquim Pujol Grau, Josep Maria Subirach, Perecoll.

Nello stesso anno, l’amico Joan Brossa “poeta, drammaturco, artista plastico e designer grafico catalano”. Ispiratore e uno dei fondatori della rivista “Dau al Set” e dell’omonimo gruppo artistico ed intellettuale catalano (1948), Ritenuto il massimo esponente della poesia visiva non solo della letteratura catalana, ma il pioniere di questo genere in Spagna e uno dei grandi riferimenti internazionali. Muore il 30 dicembre 1998 a Barcellona.

Il Pitti a Madrid crea opere di stile calligrafico, vedi “performance”. Si considera la sua pittura per la sua estrema velocità. Pittura non solo gestuale, anche analitica, una pittura di movimento, gesto e colore.

 

      

Nel 1999 al 2008, sempre più numerose le mostre e performance, tra la Spagna, gli Stati Uniti e Italia. 

Nel 1999 e 2000, expo alla Galeria Sala Gaspar, Barcellona, Can Marc di Girona;  ospite dalle autorità di Sallas de Pallard.

Nel 2000, nuove opere, dittici, trittici di enormi dimensioni. Periodo “Posthac, Materiae, Comiter, Imagine, Aperte”. Pitti, arte della calligrafia universale, forma espressiva profondamente spirituale che ha ormai una tradizione espansionistica.

Periodo “Sincere, Aequaliter, Sincere, Celiter, Bellum”. Rappresenta un percorso di crescita interiore che permette di conoscere meglio il mondo in cui viviamo. Tanto é la sua lirica, tanto maggiore é la felicità personale. Per arrivare a questo risultato bisogna cercare di eliminare il proprio ego e studiare.

Nel 2002 alla personale all’ Ateneo di Madrid, i critici Lluis Montanè, Puig e Mateo Berrueta e Mario Angel Marrodan presentano il libro “LA SETTIMA VOLTA”.

Il Pitti espone anche una decina di opere “serie nera” dedicate alla madre.

Nel 2002, da maggio a settembre esposizione in Brescia ”Oriente sole”, progettato e realizzato dall’architetto Sandro Milani.

2005, in Villa Faravelli, incontro con Baselitz, in occasione della sua personale.

 

      

Alcuni dicono che i suoi dipinti guardano ad Oriente perché è fonte di luce. Penso che l`Oriente è anche la luce della fede, come il messaggio di Cristo.

Nel 2007 inizia la collaborazione con Giancarlo Desimine, titolare della Galleria “Arte é Kaos”, uscirà l’anno successivo il pimo volume “Opera Prima Archivio”.

“E’ una pittura dinamica, quella di Pitti, che non concede pause alla fantasia inventiva ne a quella fruitiva. Non esistono barriere di contenimento per le esplosioni cromatiche, così come non è possibile identificarne il percorso e considerare una traiettoria al loro evolversi”.

Fondazione Marguerita de Montferrato, Balaguer, 25 marzo, 31 dicembre, presenta durante l’anno 2007, in sede la mostra di scultura  in Villa Gramunt, con la presentazione del libro “A TOT VOLUM”  dove si possono ammirare le sculture di artisti consacrati. Opere scultoree esposte di: Albert Casals, Balanza, Caballer-Sumalla, Ferran Soriano, Loperena, Navaridas, Olarte, Perecoll, Pitti, Pujol Grau, Rufino Mesa e Santiago Martìnez.

La creatività di Pitti non è il prodotto della coscienza, ma il fenomeno della vita stessa.

Concerto “Mozart 250 anni”, mostra di scultura “Balaguer a tot volum”, esposizione delle stampe di “Rembrandt”, esposizione pittorica, performance e sculture di “Pitti”.

 

      

Bisogna liberare la mente e il cuore da ogni distrazione e concentrarsi sul significato dell'arte Pittiana.

Nel 2010 è fondatore di “art, world, force” a Rotterdam. Pitti opera con naturalezza e fluidità nel movimento della mano. E’come uno scritto semplice e simbolico difficilmente capibile agli occhi non allenati. E’ estremamente sintetico, con la riduzione dell’essenziale raggiungendo il massimo grado di naturalezza.

2011 – 2012, in  Italia esegue le  performance, “VIS”, “Il cammino della vita”,“art, world,force”, “Il percorso della vita”, “Natale club Ferrari, dipinge il cofano della Ferrari, f. 3“, “l'artista e la modella”, “oriente sole”, “dipinge a Sofia il filobus“…   E’ sostenitore alla candidatura di Sofia per la Capitale Europea della Cultura 2019.

Artisticamente parlando la patria di Pitti è il mondo. Da settembre 2012 si trova nella capitale bulgara, dove è approdato nelle acque tranquille del porto senza mare e senza rive di Sofia.

In marzo 2013 personale al Museo National Gallery di Sofia - “Vis & Vertigo”,  curatore Youlian Raytchef, Anna Amendolagine. Performance “VIS - la nascita”, “il percorso della vita”. 

Pitti espone nelle principali città d’arte della Bulgaria, riscontrando numerosi successi sia televisivi che giornalistici.  

L’autore cattura l’energia dei luoghi visitati e nel processo di ispirazione lascia il sentimento subconscio generare nella creatività un’energia più alta.

 

    

Nel 2014, Manifesto dell’opera di Pitti per la creazione del “Rock’n Art”.

Brianza Eventi, con deus macchina Matteo Giussani. Presso la sede del “Progetto Slancio”, in villa San Pietro, Pitti si esibisce nella performance “Salvare la vita”, 19 giugno, Monza.

Albino Pitti e uno dei principali artisti dell’Arte Contemporanea. I suoi dipinti sono esposti in gallerie, musei, fondazioni museali e collezioni private. Ha più di 500 mostre personali e collettive, sono più di 80 le sue performance. Sono numerosi i libri a lui dedicati.

Ma come descrive il critico Guglielmo Gigliotti “Per Pitti l’opera non nasce, essa esplode”.

 

    

    

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